Pier Paolo Pasolini e Gianni Morandi avevano diverse cose in comune. Due in particolare: il calcio e il tifo per il Bologna. Si conobbero proprio in uno stadio, il Flaminio, giocando insieme il 19 marzo del 1971. Era una delle nazionali pasoliniane, mamma o nonna di quella che continua a muoversi per beneficenza in questi anni ricordando quel grande compagno di squadra. Morandi era poco più che un ragazzo (“che amava i Beatles e i Rolling Stones”, verrebbe da dire…) ma già aveva una grande popolarità, guarda sorridendo il suo compagno di squadra poeta con una certa soggezione. Tante partite, in quel caso la sfida con le vecchie glorie di Roma e Lazio e infatti in un altro scatto compare anche Giacomino Losi, mitico capitano giallorosso. Gli avversari sono i più disparati, Pasolini e Morandi sono in campo pure quando si deve sfidare, ancora una volta al Flaminio, le maestranze del Circo Orfei, che alla fine vinceranno per 3-2. Qualcuno ricorda che il progetto della Nazionale era di poter giocare anche il campionato federale di Terza Categoria, un progetto naufragato proprio per l’assassinio di Pasolini.
“Una storia sbagliata”
Tanti anni dopo, è il 2006, Morandi interpreterà su Rai 1 una canzone scritta da Fabrizio De Andrè e dal cantautore genovese Bubola. Si chiama “Una storia sbagliata” e rievoca il giorno dell’omicidio di 50 anni fa. Era stata composta e musicata nel 1995, a vent’anni dalla morte del poeta nato a Bologna.
“È una storia da dimenticare/ è una storia da non raccontare/ è una storia un po’ complicata, è una storia sbagliata.
Cominciò con la luna sul posto e finì con un fiume di inchiostro/ è una storia un poco scontata è una storia sbagliata. Storia diversa per gente normale storia comune per gente speciale/ cos’altro vi serve da queste vite ora che il cielo al centro le ha colpite ora che il cielo ai bordi le ha scolpite. È una storia di periferia è una storia da una botta e via è una storia sconclusionata una storia sbagliata”. Colpisce nel filmato che si può trovare su youtube e che si riferisce a quell’interpretazione di Morandi, tante immagini e video proprio di quel giorno in cui i due giocavano insieme, a pochi mesi dalla notte della “storia sbagliata”.
Era in gran forma
Se non fosse morto assassinato, in circostanze che tuttora non sono del tutto chiarite perché molti hanno dubbi sul fatto che Pino Pelosi fosse solo quel giorno all’Idroscalo, Pasolini avrebbe giocato tante altre partite, questo è sicuro. A 53 anni era ancora in gran forma. Ce lo dice pure un ritaglio di giornale, precisamente “Stadio”:
Se non fosse stato assassinato…
“Pier Paolo Pasolini, assassinato ieri notte da un ragazzo di 17 anni, avrebbe dovuto giocare martedì pomeriggio allo stadio della Favorita come ala sinistra nella squadra dei personaggi dello spettacolo che, organizzata dalla Roma Actors Organization, da qualche tempo affronta in varie tournée una formazione di vecchie glorie del calcio, che schiera fra gli altri, Pedro Manfredini e Da Costa. Pasolini sarebbe stato al fianco di Raf Vallone, Fabio Testi, Pino Caruso, Don Backi, Philippe Leroy, Franco Interlenghi, Ninetto Davoli”.
