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La storia

2000

La storia della Corsa di Miguel parte il 9 gennaio del 2000, una data tutt’altro che casuale: proprio il 9 gennaio del 1978 Miguel Sanchez, podista e poeta argentino, venne rapito da un commando paramilitare, diventando uno dei quasi 30.000 desaparecidos vittime della dittatura. Nata da un’idea del giornalista della Gazzetta dello Sport Valerio Piccioni e organizzata dal Club Atletico Centrale in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sportive del Comune di Roma, la prima edizione della corsa vede ai nastri di partenza più di 1500 appassionati, tra competitiva e non competitiva. La gara maschile viene vinta da Josep Saturlino, che riceve la coppa direttamente dalle mani di Elvira Sanchez, sorella di Miguel e ospire d’onore della corsa, mentre tra le donne trionfa l’azzurra Simona Perilli. Fa impressione leggere oggi che il costo dell’iscrizione era di 8.000 lire.

2001

Nel 2001 la Corsa di Miguel si conferma. Per il secondo appuntamento il percorso di circa 10 km rimane invariato, con partenza e arrivo allo stadio dell’Acqua Acetosa. Si corre il 14 gennaio e a trionfare tra gli uomini è Giorgio Calcaterra, che soltanto l’anno precedente aveva ricevuto un prestigioso premio dalla rivista americana Runner’s World per aver concluso il maggior numero di maratone sotto le 2 ore e 20 nell’arco di 12 mesi e che nel 2006 divenne il simbolo delle Ultramaratone italiane; tra le donne vince Tiziana Alagia, in un’edizione purtroppo condizionata da una partenza doppia. Errori di gioventù…  Per la prima volta nel 2001 alla gara è abbinato un concorso letterario, con la premiazione delle tre migliori opere di prosa e delle due migliori di poesia. Solo due mesi dopo la corsa del 14 gennaio, nasce a Buenos Aires la Carrera de Miguel, versione argentina della corsa organizzata a Roma.

2002

Nel 2002 la corsa assume nuovi significati: nel pieno della crisi economica che getta l’Argentina nella disperazione e sull’orlo della rivolta sociale, i quasi 2mila partecipanti che il 13 gennaio si ritrovano come ormai tradizione all’Acqua Acetosa vogliono lanciare un messaggio importante: “Ti vogliamo bene Argentina” c’è scritto sullo striscione di partenza in Via dei Campi Sportivi, e così al ricordo di Miguel Sanchez, entrato ormai nel cuore di tutti i partecipanti, si lega anche il sostegno ad una nazione intera in forte difficoltà.  Nello stesso anno la Corsa di Miguel inaugura il proprio rapporto di collaborazione anche con  Libera, l’associazione contro tutte le mafie fondata nel 1995 da Don Luigi Ciotti, a ulteriore testimonianza della vocazione sociale della corsa.

2003

Il 12 gennaio del 2003 quasi 3.000 appassionati si presentano ai nastri di partenza della quarta edizione della Corsa di Miguel. L’evento assume i contorni anche del grande appuntamento sportivo, con tutte le più grandi società podistiche italiane in prima linea, senza mai dimenticare però come lo spirito agonistico debba sempre passare in secondo piano nel contesto di una gara dove i significati più importanti sono altri: da questo punto di vista simbolico è l’arrivo dei primi tre classificati nella prova maschile, Gabriele De Nard, Giovanni Gualdi e il povero Cosimo Caliandro (recentemente scomparso), tutti appartenenti alle Fiamme Gialle e giunti sul traguardo abbracciati, dopo una gara di grande livello. Tra le donne vince Vincenza Sicari, ma la storia di questa edizione è senza dubbio quella di Martin Sharples, maratoneta disabile argentino che decide di terminare la corsa nonostante una caduta dopo 1km che provoca la rottura della sua protesi destra. A premiarlo ci sono Gianni Rivera e don Luigi Ciotti.

2004

Nel 2004 i numeri crescono ancora: si sfonda il muro dei 3.000 partecipanti in un’edizione in cui il legame con l’Argentina si fa ancora più solido. Ospite degli organizzatori è addirittura il sindaco della regione di Buenos Aires Anibal Ibarra, che si cimenta nella 10km del tradizionale percorso tra i ponti di Roma concludendo la gara in 55 minuti. L’edizione viene nobilitata dalle parole del Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel che alla presentazione dell’evento esalta il significato della Corsa di Miguel come grande occasione per non dimenticare mai quanto accaduto durante la dittatura militare in Argentina. La competizione agonistica viene vinta tra gli uomini ancora da Cosimo Caliandro, mentre tra le donne trionfa Jocelyn Faruggia.

2005

A sole due settimane dal tremendo maremoto che ha sconvolto il Sud Est asiatico provocando quasi 250.000 vittime, la corsa del 2005 si svolge all’insegna del sostegno e dell’aiuto alle popolazioni colpite dalla catastrofe. Su ogni pettorale compare la scritta “Solidarietà per l’Asia” e per ogni arrivato l’organizzazione devolve 10 centesimi ad un fondo speciale, in collaborazione con il media partner La Gazzetta dello Sport e con Winning Time. Ma le iniziative non finiscono qua: l’edizione del 2005 è caratterizzata anche dal gemellaggio con Korogocho, una delle baraccopoli più tristemente famose di Nairobi, in cui lo stesso giorno si svolge una corsa parallela e alla quale La Corsa di Miguel, insieme all’Associazione Libera di Don Ciotti, assicura un forte sostegno economico. Il pettorale numero uno viene simbolicamente consegnato a Claudio Alberto Morresi, ministro dello sport argentino e fratello di uno dei 30.000 desaparecidos. Tra le 3.500 persone al via, dato da Gianni Petrucci e dal ginnasta campione olimpico Igor Cassina, spiccano gli atleti delle Fiamme Gialle, con Salvatore Vincenti (primo in 30′ 31′ ‘ ), Cosimo Caliandro e Francesco Ingargiola che dominano la gara maschile e Rosaria Console che trionfa in quella femminile.

2006

L’edizione del 2006 inizia molto prima del 15 gennaio, giorno di partenza della corsa. La settimana precedente è stata infatti densa di eventi collatelari e di appuntamenti che hanno accompagnato l’intera città fino alla ormai tradizionale partenza domenicale dallo stadio Rosi dell’Acqua Acetosa. Tra questa serie di iniziative spicca senza dubbio quella organizzata al Teatro Verde, uno spettacolo intotolato “Lettere di Miguel” in cui l’attrice romana Beatrice Luzzi ha letto alcune delle poesie più emozionanti del podista desaparecido. A questo si aggiunge la settimana del libro argentino promossa dalla libreria Arion di via Veneto, proprio in onore di Miguel Sanchez, e la distribuzione nelle scuole romane di Sportinlandia, un inedito gioco di società sulla multietnicità sportiva. La gara vera e propria del 15 gennaio vede presentarsi all’Acqua Cetosa più di 4.000 partecipanti: Fiamme Gialle ancora protagoniste nella competitiva, con Salvatore Caimmi che precede il solito Cosimo Caliandro tra gli uomini, e con Rosaria Console che si conferma tra le donne.

2007

L’ottava edizione della Corsa di Miguel è quella dei record, ma anche quella della paura. Un pino infatti cade improvvisamente sulla pista dello stadio dell’Acqua Acetosa, qualche attimo di spavento ma per fortuna, anche grazie alla prontezza dei volontari della Protezione Civile, nessuno si fa male e la corsa può continuare. L’anno dei record, abbiamo detto: 4.300 al via, 3.357 completano i 10 chilometri della competitiva, primato italiano per una corsa su questa distanza. Continua la serie di eventi collaterali che accompagnano l’evento: nasce l’Agenda di Miguel, intitolata “Una corsa lunga un anno”, simpatica pubblicazione che tutti i partecipanti trovano nel proprio pacco gara; la Casa del Cinema dedica una serata al tema dei desaparecidos con la proiezione del film “Cronaca di una fuga”; infine la Corsa di Miguel si lega al mondo del rugby, con l’organizzazione sul campo dell’Unione Rugby Capitolina dell’ “ovale del cuore”, in ricordo di cinque rugbisti argentini vittime della dittatura militare. Alla partenza Elvira Sanchez, sorella di Miguel, è al fianco di Raul Barandiaran, compagno di squadra dei cinque ragazzi scomparsi. La gara viene vinta da Cosimo Caliandro, diventato uno degli atleti simbolo dell’evento, mentre tra le donne trionfa Angela Rinicella.

2008

Nel 2008 cade il trentennale della scomparsa di Miguel Sanchez e la corsa a lui dedicata sfonda il muro dei 4.500 partecipanti. Ancora una volta è presente al via Elvira Sanchez, diventata vera e propria madrina dell’evento romano e grande amica dell’organizzazione, simbolo anche della Carrera de Buenos Aires, arrivata a quasi 9.000 iscritti. Ma la corsa del 20 gennaio ha vissuto un importante prologo già nel corso della settimana precedente, quando più di 4.000 bambini hanno animato quella grande festa che è il Mille di Miguel, la versione della gara dedicata ai bambini delle scuole elementari e medie della città di Roma. Nella prova competitiva dominano ancora una volta le Fiamme Gialle, sia in campo maschile, con la vittoria di Salvatore Vincenti, che in campo femminile, con il trionfo di Adelina De Soccio. Le premiazioni si sarebbero svolte poi il mercoledì successivo nel corso di una serata a ritmo di tango al Palazzetto dell’Acqua Acetosa.

2009

Cinquemila al via nell’edizione più partecipata nella storia della Corsa di Miguel, tra essi anche Mauro Sarmiento, argento alle Olimpiadi di Pechino nel taekwondo. La tradizionale mattinata tra i ponti di Roma è preceduta da una serie di eventi collaterali di natura culturale, totalmente gratuiti, che tingono con i colori biancocelesti dell’Argentina la città: proprio il giorno della gara, ad esempio, il Centro Giulio Onesti ospita l’ncontro intitolato “Scherma e arti marziali: da Mishima a Perez Reverte”, il centro del Futbolclub si dedica invece al calcio, “dal centravanti di Vasquez Montalban al tifoso Nick Hornby”, e poi ancora boxe, atletica e tanto altro, per parlare di sport in modo diverso rispetto al solito. Ma anche dopo la corsa (vinta per la cronaca da Yuri Floriani tra gli uomini e da Touria Satiri tra le donne), le iniziative promosse dall’organizzazione sono tante: basti ricordare la serata dell’Ambra Jovinelli, anch’essa gratuita, dedicata alla cultura argentina con il concerto di Luis Bacalov, o ancora il Mille di Miguel, che proprio dal 18 gennaio entra nel vivo, con oltre 5.000 ragazzi delle scuole romane che si confrontano per arrivare alla finale dello Stadio dei Marmi.

2010

L’edizione del 2010 ha un inedito prologo nel giorno precedente la gara del 15 gennaio: si tratta dell’iniziativa “Le Feste in Corsa”, nove raduni podistici in nove diverse zone della città che saranno una sorta di “apripista” al tradizionale appuntamento dell’Acqua Cetosa. Ma le novità dell’undicesima Corsa di Miguel non finiscono qui: nel cinquantesimo anniversario della leggendaria vittoria di Abebe Bikila nella Maratona Olimpica di Roma ’60, gli organizzatori hanno legato il nome del campiona etiope a quello di Miguel Sanchez e hanno poi promosso una serie di progetti scolastici per ricordare Miguel con disegni e poesie. La mattina del 15 gennaio ci sono tanti aquilani allo Stadio Paolo Rosi: solo tre mesi prima infatti La Corsa di Miguel era sbarcata a L’Aquila per la prima edizione della gara abruzzese dedicata anche alla memoria di Michela Rossi, una delle vittime del terremoto. La competitiva viene vinta da Cosimo Caliandro, mentre tra le donne è la Soufyane a tagliare per prima il traguardo.

2011

La Corsa di Miguel del 2011 è un trionfo sotto molti punti di vista: prima di tutto gli iscritti; poi le novità, con la gara podistica per la prima volta affiancata da una dedicata ai ciclisti, che possono scegliere tra la competitiva di 75 chilometri (fino a Formello e ritorno) e la non-competitiva di 8 chilometri. Presenti al via Isabella Rauti, moglie del sindaco Alemanno e la campionessa di ginnastica ritmica Elisa Santoni, al fianco di Elvira Sanchez. Gli organizzatori decidono di non fotografare i primi arrivati, per sottolineare come il significato della mattinata sia lontano dalla semplice competizione agonistica, e così Domenico Ricatti e Francesco Bona tagliano il traguardo abbracciati, dopo una gara chiusa comunque col tempo record della storia della corsa. Anche tra le donne la Dal Ri arriva insieme alla Di Santo. Una festa di sport e solidarietà sempre più partecipata, con il sogno di Elvira di arrivare a 30.000 iscritti (30.000 come i desaparecidos argentini) ogni anno un po’ più vicino a realizzarsi.

2012

Anche nella XIII edizione de La Corsa di Miguel i numeri continuano a crescere. Quasi 7000 partecipanti si danno appuntamento la mattina del 22 gennaio, divisi tra la prova competitiva (4462 arrivati, di cui 3576 uomini e 886 donne, nuovo record di arrivati per una 10 chilometri italiana), quella aperta a tutti (2100 sui 10km, 500 sui 2,5 km) e la due pedalate (circa 500 tra quella corta che si è chiusa sul Ponte della Musica e la randonnée Roma-Formello-Roma di 50 km). Podisti e cicloamatori arrivati da diverse regioni d’Italia (750 i partecipanti provenienti dalle altre regioni), a testimonianza della risonanza nazionale che ha ormai assunto La Corsa di Miguel.

A dare il via della corsa podistica, come da tradizione, la sorella di Miguel, Elvira Sanchez. “Ogni anno vedo sempre più amici di Miguel qui a Roma – le parole di Elvira – e questo mi fa provare una grande emozione. Sono grata a tutti, organizzatori e partecipanti che con questa manifestazione tengono sempre vivo il ricordo di mio fratello e delle migliaia di desaparecidos argentini”.

Tanti gli amici della Corsa di Miguel partecipano all’evento. Annalisa Minetti (che ha chiuso all’esordio in 45:32) e Walter Endrizzi, l’iridata di pentathlon moderno Claudia Corsini, al ritorno in una gara dopo quasi quattro anni, gli onorevoli Marsilio, Tatafiore, Quagliarello e Valducci del Montecitorio Running Club, il noto conduttore del Tg2 Dario Laruffa, Giorgio Calcaterra, Giovanni Malagò, Zibì Boniek con la famiglia e, come sempre, i ragazzi del Progetto Filippide.

2013

Nonostante una giornata fortemente condizionata dalla pioggia, la XIV edizione de La Corsa di Miguel riesce ancora una volta a ritoccare il record di arrivati nella gara competitiva con 4621 podisti che hanno tagliato il traguardo all’interno dello Stadio Paolo Rosi, nuovo primato per una 10 chilometri italiana. Vincitore della gara competitiva è stato l’atleta delle Fiamme Gialle Passeri, mentre in campo femminile trionfa Fatma Maroui (CS Esercito) rispettando il pronostico della vigilia. Ma l’edizione del 20 gennaio 2013 è caratterizzata anche dalla nuova non competitiva dedicata a Samia Yusuf Omar, atleta somala morta nel naufragio di un barcone al largo di Lampedusa. Dalla suggestiva ed inedita cornice del Ponte della Musica, centinaia di partecipanti sfilano lungo i 4 km del percorso, fino a raggiungere lo Stadio Rosi, punto di arrivo anche delle manifestazioni ciclistiche.

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